Questo non è un post politico. E' un post da cittadina.
Apprendo ora dai giornali online che è stata definitivamente scartata l'ipotesi di accorpare i referendum con le europee e le amministrative. Incerta ancora la data, in bilico tra il 14 o il 21 giugno, anche se, per un barlume di decenza del governo, pare si propenda per il 21 così da accorparlo almeno ai ballottaggi, laddove ce ne fossero.
Abbiamo pagato di tasca nostra un balzello spaventoso alla lega nord. Siamo stati presi per il culo. In un momento in cui i soldi ci farebbero proprio comodo, con una crisi internazionale e una provincia da ricostruire, noi ne buttiamo un bel po' nel cesso. Quanti non è dato di sapere, ma fosse pure un solo milione di euro qualcosina ci ricostruisci. Almeno una villetta.
Non ne faccio una questione politica, badate bene. Probabilmente anche una sinistra, se accorpata ad altri partiti minori, sarebbe potuta essere vittima di ricatti del genere, e probabilmente avrebbe ceduto per restare al governo (ricordiamoci come qualche teocom ha miseramente fatto fuori i dico).
La questione che mi brucia è un'altra.
E' il motivo per cui si è voluta questa pastetta.
La lega vuole far slittare i referendum perchè è convinta che noi andremo al mare.
Capito? Noi, massa di caproni, quando non ci saranno europee da votare, quando non avremo ballottaggi su cui esprimerci e magari fare un favore all'amico candidato, baratteremo il nostro diritto di esprimerci con un po' di sole e due tiri a beach volley.
Questa è l'immagine che ha di noi chi ci governa.
E pensare che il referendum è uno degli strumenti di democrazia più belli. Perchè le elezioni politiche sono una cosa in cui tu deleghi un altro a decidere per te, e quello manco è vincolato da dettami di partito. Lo dice pure la costituzione: una volta eletto fai come preferisci e come coscienza ti suggerisce. E poco male se eri stato eletto perchè proponevi un'idea che alla gente piaceva, puoi cambiarla quando e come ti pare.
Il referendum no. Il referendum è l'unico momento in cui lo Stato ti chiede: la vuoi fare questa cosa, sì o no?
E lì non si passa per il filtro di nessun politico, metti la crocetta, nero su bianco, e quella vale per ciò che è. Un sì o un no.
Ora quindi vi dico: non rinunciate al diritto d'opinione. Non barattate il vostro potere per pigrizia o per la gioia di un bagno rinfrescante. I seggi aprono presto e chiudono tardi. Che poi a giugno si prende il primo sole e ad esagerare ci si ustiona. E per chi viene da lontano è utile sapere che lo stato rimborsa una parte del viaggio in treno, basta presentare la tessera elettorale all'atto di acquisto del biglietto.
Andatelo a votare questo referendum.
Votate sì, votate no, votate scheda bianca.
Ma non fate cadere questo referendum nell'oblio del mancato quorum.
Lo dovete a voi stessi. Lo dovete ad una classe politica che ci piglia per il culo, trattandoci come gli scemi del villaggio da poter rigirare su un dito. Con l'offerta di un po' di sole e un po' di mare. E per di più, stavolta, a spese nostre e sulla pelle dei terremotati.
Dimostratemi che non hanno ragione.
Template by splinder.com